lunedì 12 marzo 2012

Profumo di incentivi...

il 14 marzo 2012 il senato accademico dell'Università di Foggia è chiamato ad esprimersi sul REGOLAMENTO PER L’ATTRIBUZIONE AI PROFESSORI E AI RICERCATORI DELL’INCENTIVO MINISTERIALE AI SENSI DELL’ART. 29 - COMMA 19 - DELLA LEGGE 240/2010 Sebbene la comunità dei ricercatori non abbia percepito il peso di questo regolamento, e ancora più del decreto ministeriale cui fa riferimento, faccio un tentativo in extremis di aprire un minimo dibattito sull'argomento. Spero che i colleghi rappresentanti in senato, tra cui Gianpaolo Ruotolo che ha informato la lista ricercatori@unifg questa mattina, potranno utilizzare gli argomenti discussi in qualche modo su questo blog. Intanto riporto al seguente link la posizione della FLC Cgil e di molte (tutte?) le altre rappresentanze sindacali del settore università e ricerca.

2 commenti:

  1. Non so quanti hanno avuto l'ardire di visitare il blog, da adesso è possibile inserire commenti al post. Questo è il commento di me medesimo, autore del blog. E' volutamente prosaico quanto pragmatico:

    Ho parlato con Gianpaolo Ruotolo ed Alessandro Leone e mi sono fatto la seguente idea:
    1- il decreto attuativo è una porcheria che serve al Miur per annunciare che ora si premiano i meritevoli, ma lo fa dando pochi fondi alle università e dettando una serie di paletti assurdi. Potevano dare i soldi e lasciare autonomia al 100% agli atenei o fissare tutte le regole loro prendendosene le relative reasponsabilità. Hanno invece preso una via di mezzo che rende il decreto inapplicabile in modo serio e ponderato, aprendo il fronte a recriminazioni di varia natura.
    2- la nostra università, come le altre, prima o poi ed in qualche modo questo decreto dovrà recepirlo. Il migliore regolamento possibile sarà sempre viziato dallo schifoso decreto di cui sarà emanazione.
    3- se pure il S.A. entrasse nel merito con emendamenti e proposte, ne verrebbe fuori una roba ad immagine e somiglianza di chi si trova lì presente, in buona o cattiva fede.
    4- tanto vale che questo regolamento sia il più neutrale possibile e che non spinga su nessuna delle tre voci in particolare, tanto ci saranno storture comunque di ogni tipo tra il 50% dei beneficiati e il 50% dei non beneficiati.
    5- l'unica cosa che si potrebbe pensare e di fare in modo che almeno chi non pubblica da 3 anni, non fa molta didattica, non ha incarichi istituzionali, non partecipa a CdF e CdD, non è in un collegio di dottorato, e frequenta l'università 2 giorni a settimana almeno non venga "premiato".
    6- io sarei per farlo passare senza troppi isterismi, ma chiedere una immediata verifica e riformulazione successivamente alla prima presa visione del riparto per il 2011. Magari aggiungendo un ODG in cui esprimiamo il nostro disaccordo nel metodo e nel merito con cui la 240 ed il successivo decreto gettano fumo negli occhi del paese spacciando questa porcata per incentivazione dei docenti alla produttività.
    Visti i tempi, direi che tale ODG critico non può che essere proposto seduta stante dai nostri rappresentanti, se lo vogliono.

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  2. Ho letto il regolamento e ci sono dei punti che trovo molto discutibili e pericolosi:

    1) L’attribuzione del punteggio secondo me dovrebbe essere valutata in 45 attività didattica; 40 attività scientifica e 15 attività istituzionale e gestionale.

    2) La valutazione dell’attività didattica deve essere fatta solo per i corsi svolti a titolo gratuito e oltre a quelli previsti per il carico didattico. È inaccettabile che l’Ateneo non premi al massimo tutti i ricercatori e i professori che tengono corsi gratuitamente oltre al carico didattico previsto per legge e che questi possano essere considerati come chi, con più intelligenza, svolge corsi a pagamento in altre sedi.

    3) La valutazione dell’attività scientifica effettuata dal Dipartimento, in seguito ai noti problemi legati alla valutazione della ricerca, deve essere fatta sentito il parere vincolante del settore scientifico disciplinare di appartenenza del ricercatore o del professore sulla base dei criteri di valutazione indicati dal CUN o dall’ANVUR. È tragicamente ridicolo pensare che uno statistico possa valutare l’attività scientifica di uno che si occupa di estimo ed economia agraria o di diritto costituzionale e, alla luce della composizione dei nuovi dipartimenti, casi come quello citato saranno la norma.

    4) Per quanto riguarda la valutazione dell’attività istituzionale e gestionale è doveroso ridurre drasticamente i punti (da 30 a 15), perché non si può mettere sullo stesso piano la partecipazione ai CdF o ai CdD con la copiosa attività didattica gratuita e la produzione scientifica, ma anche sottoporre a valutazione esclusivamente le attività gestionali non retribuite con gettoni di presenza o indennità di carica, poiché la retribuzione o l’indennità di carica già ricompensa l’attività.

    La valutazione ipotizzata nel regolamento è punitiva solo per i ricercatori.

    L’attribuzione dell’FFO viene fatta sulla base di due criteri: attività didattica e attività scientifica.

    La nostra Università si basa sull’attività didattica svolta a titolo gratuito e per grande senso del dovere da parte dei ricercatori.

    La nostra Università si basa sulla nostra attività scientifica.

    Il regolamento così premierebbe tutti tranne quelli sul cui lavoro poggia l’Università.

    Sarebbe opportuno iniziare un’azione comune a sostegno del nostro lavoro.
    Barbara Cafarelli

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